SCENARIO

Regeneration. Scenario di Andrea Boschetti

Questo Scenario, a cura dell’architetto Andrea Boschetti, fondatore dello studio di architettura @metrogramma e Head of design del branded real estate developer @theoneatelier affronta il tema: Regeneration. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

 

Diario di: @boschettiandre

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Ph. Filippo Avandero
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Due termini cruciali, in questo periodo di cambiamento epocale, sono ripensare e rigenerare.

Pensare a come sarà la città del domani è una priorità. Se l’innovazione apportata da grandi maestri come il Brunelleschi (la cui cupola fiorentina è stata considerata nei secoli come “opera d’ingegno straordinario”) avvenisse oggi verrebbe ridotta a mera “prestazione tecnica” o forse, non potendo egli dimostrare una sostenibilità economica del progetto, non vedrebbe neanche la luce… Un paradosso sul quale riflettere, perché sono molte le opere ingegnose che avvengono attorno a noi ogni giorno, e che in parte vengono sottovalutate, o addirittura cestinate.

Nel nostro Paese ci stiamo approcciando ad un ambizioso piano governativo di ripresa e resilienza (il cosiddetto PNRR): un’eccezionale opportunità di innovazione che varrà decine di miliardi di euro.

Il nostro è un Paese che necessita di essere modernizzato e rinnovato in profondità, facendo un salto verso un futuro che parla di sostenibilità. Una sfida concreta che non può essere solo annunciata: dalle parole bisogna passare ai fatti, scongiurando il rischio di diventare un grande boomerang qualora non fossimo in grado di mettere in atto degli strumenti attuativi univoci per semplificare e uniformare i processi che rendono possibile l’innovazione, la modernizzazione e la rigenerazione.

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Offenbach Residences, l'edificio nel nuovo complesso residenziale di Offenbach, vicino a Francoforte sul Meno
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Epic Marbella, Residence arredati da Fendi Casa a Marbella, Spagna

Il nostro Paese ha delle questioni impellenti da risolvere, come i dissesti idrogeologici, il consumo di suolo, l’inquinamento dell’aria, lo spopolamento dei borghi, il degrado straripante delle periferie, un aumento preoccupante della divarità tra ricchezza e povertà.

Noi architetti dobbiamo fare qualcosa per dar risposta a tali tematiche primarie del presente, trovando modi nuovi per non tirar fuori dal cassetto dei progetti rispondenti a modalità anacronistiche o poco coerenti con gli obiettivi che il PNRR si sta proponendo.

C’è poi una seconda sfida, quella del futuro. E per vincerla dobbiamo avere la straordinaria capacità di ripensare e rimodulare gli strumenti che consentono di portare di nuovo al centro due grandi obiettivi: la qualità e l’efficienza.

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Milano Future City, l'asse della mobilità tra San Babila e via Padova
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Milano Future City, l'asse della mobilità tra San Babila e via Padova

Focalizziamoci ora sulle città. Storicamente, a definire una città era la sua densità di relazioni; oggi, invece, anche un villaggio con la rete internet può beneficiare di una alta intensità. Diventa dunque sempre più relativa la differenza tra mondo urbano e mondo suburbano e, di conseguenza, anche i territori periferici, o addirittura rurali, necessitano di progettualità e di qualità capaci di risolvere problematiche che in passato erano appannaggio esclusivo delle città: sicurezza, servizi e fragilità paesaggistica.

Ecco che quindi diventa cruciale ritrovare la coerenza tra progetto qualitativo e sviluppo. E per riuscirci occorre puntare sull’innovazione in chiave sostenibile e sulla rigenerazione di ciò che già esiste.

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Forlanini MI&YOU – Green Community, Milano

I numeri parlano chiaro: in Italia 7,3 milioni di cittadini vivono oggi in territori a rischio di frane o alluvioni, il 25% delle nostre scuole sono a rischio sismico, il 17,7% delle abitazioni sono abusive (delle quali il 48% nel mezzogiorno), sfruttiamo solo 15 metri di verde urbano a persona (contro i 45 medi in Europa) e siamo al 23esimo posto su 28 in termini di spesa per servizi culturali, protezione delle biodiversità e del paesaggio (cioè solo lo 0,41% del PIL).

Tutto questo è inaccettabile: da un lato le città urbane devono rigenerarsi, invertendo completamente il trend sull’inquinamento, riportando il verde in città, riducendo l’utilizzo dissennato dei servizi privati a favore di quelli pubblici. Basti pensare che oltre 55.000 persone muoiono ogni anno di morte prematura associabile alle polveri sottili.

Dall’altro, i tantissimi piccoli centri (in Italia il 70% dei comuni ha meno di 5mila abitanti) devono accompagnare loro crescite urbane con adeguate pianificazioni territoriali, scongiurando il drastico aumento dei siti fragili esposti a frane, alluvioni e altre calamità, e un forte incremento della tecnologia. Pensate che, in un momento storico nel quale parliamo di lavoro a casa e di didattica a distanza, quasi il 40% di famiglie non ha ancora un computer.

Tornando alle città, il recupero e la rigenerazione sono cruciali. Ne sono degli esempi il progetto di riqualificazione di piazzale Loreto a Milano – fino ad oggi solo un crocevia di macchine, in futuro una piazza pubblica di 10 mila metri quadrati per sviluppare le relazioni fisiche del futuro – e il grande parco del ponte a Genova.

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Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso - Genova. METROGRAMMA con Stefano Boeri Architetti e Inside Outside
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Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso - Genova. METROGRAMMA con Stefano Boeri Architetti e Inside Outside

Questi progetti mettono al centro una vita di comunità, sostenibile e lenta, dove il tema del luogo sovrasta il tema del disegno dello spazio. Un trend che dovrebbe guidarci nel ripensare le città del futuro e a quali possono essere degli strumenti innovativi per mettere in atto questi progetti. Del resto, fino ad oggi le progettazioni di spazi urbani aperti sono state concepite come opere di urbanizzazione, lontane dal cuore e dall’opera di molti progettisti.

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LOC – Loreto Open Community, Milano
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LOC – Loreto Open Community, Milano

Ora dobbiamo richiamare tutti all’unità, dando nuovo peso al termine “rigenerazione”. Abbiamo già collezionato oltre 1000 firme (clicca qui per firmare anche tu la petizione), raccolto il consenso di molte associazioni e scritto una lettera aperta ai Presidenti Mattarella e Draghi: è fondamentale che, oltre al PNRR, vengano aperti gli “stati generali del territorio” e che si ragioni su una legge quadro per regolamentare l’architettura e lo sviluppo del territorio.

Bisogna portare idee nuove, includere al tavolo anche i giovani, per uscire con qualcosa che ci permetta di riordinare il nostro sistema di investimento. Serve una visione di lungo periodo, capace di andar oltre le logiche elettorali. Non abbiamo bisogno di altri simboli architettonici, bensì di una tutela efficace dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico che deve diventare un fondamentale diritto dell’individuo.

Sulla parola rigenerare, chiudo con 8 verbi correlati: ascoltare, partecipare (attivamente), condividere, ricucire, ridurre, includere, favorire e superare.
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Ph. Filippo Avandero
Andrea Boschetti è fondatore di Metrogramma, studio internazionale di architettura e urbanistica con sede a Milano, Mosca e New York. È anche Head of design di The One Atelier.

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