POSTCARDS

Caleido postcard di Eric Scaggiante fotografo

La postcard su Caleido del fotografo Eric Scaggiante a Venezia è la cover story della Issue #17, intitolata: Summer panorama. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @eric.persona

Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
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1. Se dovesse selezionare delle fotografie da incollare nel suo Diario estivo, chiamato “Summer Panorama”, quali sarebbero? Ripensando a quando le scattò, che cosa la colpì?

Sceglierei parte di una serie di foto scattate a Venezia. Serie che spontaneamente decisi di chiamare “Big amount of struggle here and there”, perché è esattamente il modo in cui mi appare e mi piace guardare Venezia ed i suoi turisti e abitanti durante l’estate; una continua fatica una continua lotta, ad ogni angolo, su ogni ponte, davanti ogni attrazione.

Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
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2. Se si trovasse ora in quella precisa condizione, e dovesse inviare una cartolina, a chi la invierebbe? Che messaggio scriverebbe?

La manderei alla stessa persona a cui mandai parte di queste foto poco dopo averle scattate, e come in quell’occasione non scriverei nulla, o brevissime descrizioni da 1 o due parole, perché tutto si racconta da solo, e lei vedrebbe le stesse cose che ci vedo io.

Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
3. Qual è un oggetto dal quale non si separerebbe mai (esclusa la sua macchina fotografica)? Che emozioni le suscita?

Credo che non mi separerei mai dai miei occhiali da sole. Gli occhiali mi piacciono, perché quando li indosso in un certo senso mi isolo in una mia bolla, vedo cosa succede ma è come se tutto fosse più silenzioso ed io mi sento più in pace.

Ph. Eric Scaggiante

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Ph. Eric Scaggiante
Ph. Eric Scaggiante
Eric Scaggiante nasce a Venezia il 15 agosto 2000. “Mangio, ballo, osservo, penso, mi innamoro – poco ma troppo. Feci il liceo, poi mi trasferii a Bergamo, dove lavorai per una azienda di bici, che al tempo era la passione principale, quella che tutto o quasi mi ha dato fino a questo momento. Con il primo stipendio, comprai una macchina fotografica, cominciai a scattare per puro diletto, condividendo spesso le mie foto; di foto ne avevo sempre fatte – con la mente – ma mai con una macchina fotografica. Mi è sempre piaciuto osservare la realtà, affascinato dalla sua assurdità che trova riflesso in ogni circostanza dalla più comune alla più straordinaria; dal bene e dal male. Con il tempo, scattare foto, rese il mio punto di vista, il mio attuale lavoro. In generale mi vedo come una pallina rimbalzante trasportata dall’entropia: che va su, poi va giù, rimbalza qui per poi tornare su e finire da qualche altra parte”.
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