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Caleido postcard di Aziza Vasco fotografa

Caleido racconta il Diario di viaggio della fotografa Aziza Vasco a Ventotene. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @azizavasco

Ph. Aziza Vasco
Ph. Aziza Vasco
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1. Se dovesse selezionare delle fotografie da incollare nel suo Diario estivo, chiamato “Summer Panorama”, quali sarebbero? Ripensando a quando le scattò, che cosa la colpì?

Nel mio diario fotografico estivo, non potrebbe mancare il racconto di un viaggio fatto anni fa, nell’isola Pontina di Ventotene. Al tempo vivevo a Roma, e quell’estate cercavo un po’ di isolamento per riprendermi da una storia d’amore finita. Lessi il nome Ventotene su una cartina e rimasi affascinata. Il suono possente mi evocava una forza irrefrenabile, capace di smuovere montagne. Poi scoprii che l’isola è la parte emersa di un vulcano, un luogo davvero selvaggio e un po’ fuori dalle rotte dei turisti, fin dai tempi degli antichi romani luogo d’esilio. L’imperatore Augusto ci mandò in isolamento sua figlia Giulia, e durante gli anni della seconda guerra mondiale nel carcere costruito sull’isolotto davanti finirono parecchi antifascisti, tra cui Pertini e e Altiero Spinelli. Quando scatto le mie foto cerco sempre simbologie tra ciò che incontro sulla mia strada e il mio panorama interiore, con quello che provo in quel momento. Ventotene era il luogo giusto. Mi colpì molto la quiete e la sacralità di quest’isola, mentre vagavo su sentieri abitati solo da cicale. Tutto mi risuonava e mi accompagnava in quel viaggio catartico che per me fu un rito di passaggio.
Ricordo anche dei sogni davvero incredibili.

Ph. Aziza Vasco
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2. Se si trovasse ora in quella precisa condizione, e dovesse inviare una cartolina, a chi la invierebbe? Che messaggio scriverebbe?

La invierei a un mio caro amico che in quei giorni venne a trovarmi sull’isola.
Lui è milanese, con un amore sconfinato per le isole mediterranee, tanto che adesso ha scelto di vivere ad Alicudi in una situazione di totale eremitaggio. Mi ricordo che mi raggiunse solo per due giorni, perché a Ventotene non era mai stato e doveva mettere la sua bandierina. Il messaggio si riferirebbe probabilmente ai cicli che ritornano, citerei la scritta trovata su una lapide durante un’escursione nel carcere abbandonato: ‘Io sono la resurrezione e la vita, chi vive e crede in me non morirà in eterno’

Ph. Aziza Vasco
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3. Qual è un oggetto dal quale non si separerebbe mai (esclusa la sua macchina fotografica)? Che emozioni le suscita?

Mi porto dietro da quando sono bambina una tigre giocattolo in plastica, precisamente la tigre di He-man. Verde a strisce gialle. È un po’ il mio totem, mi protegge e mi da la forza di iniziare i miei progetti creativi. È sempre sulla mia scrivania!

Ph. Aziza Vasco

Ph. Aziza Vasco

Aziza Vasco è una fotografa italiana che lavora e vive a Milano. Lavora principalmente nel campo della moda e del reportage, collaborando con marchi e riviste. Parallelamente al suo lavoro, sviluppa la sua ricerca personale, che si concentra sul rapporto tra emozioni, simboli e spiritualità all’interno del paesaggio.

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