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Caleido postcard dei fotografi di danza del NYC Dance Project

Caleido racconta il Diario del NYC Dance Project, il progetto di Ken Browar e Deborah Ory che fotografa i protagonisti della comunità della danza. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @nycdanceproject

@nycdanceproject
1. Nelle vostre fotografie prestate attenzione ai movimenti, all’illuminazione e alla sensazione che ogni immagine evoca. Come riuscite a catturare la combinazione di creatività e rigore, uno dei fattori chiave della danza?

Il rigore fa parte del processo della danza. La natura ripetitiva di una sbarra da balletto o di un riscaldamento a terra, necessari per sviluppare la tecnica di danza, la precisione e la forza fisica, richiede tanto duro lavoro e disciplina. Questo si evince chiaramente quando si fotografa un danzatore. Per catturare la creatività della danza, cerchiamo sempre di allontanarci dalle pose tradizionali, e viceversa di concentrarci sul movimento che è più espressivo e personale. Passiamo molto tempo a lavorare con ogni danzatore per capire chi è, sia come individuo che come artista. Dedichiamo molto tempo all’inizio delle nostre sessioni alla sperimentazione, nelle quali il ballerino può “giocare”. Lasciato passare un po’ di tempo, rivediamo tutti insieme gli scatti per scegliere una direzione sulla quale lavorare. Questo ci permette di mettere a punto le nostre fotografie e idee, per ottenere un’immagine speciale che tutti, compresi i danzatori, amano davvero.

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2. C’è uno scatto, non pianificato, a cui tenete particolarmente? Forse una scena di danza scattata durante un viaggio? Che titolo dareste a quella fotografia?

Qualche anno fa, l’American Ballet Theatre ci ha chiesto delle fotografie per la loro stagione del Metropolitan Opera che sarebbero state presentate come menifesti sopra il Metropolitan Opera House e per tutta New York City. Ci hanno mandato diversi dei loro Principal Dancer e alcuni costumi, ma sfortunatamente non c’erano abbastanza capi con cui lavorare e abbiamo dovuto improvvisare. Abbiamo tirato fuori il mio abito da sposa, un abito color argento con una gonna di chiffon, fatto dalla designer danese Ann Wiberg, e sapevamo che sarebbe stato perfetto per @mistyonpointe. È stato così incredibile vedere il mio abito su una danzatrice e persona così stimolante al Metropolitan Opera House! Le foto sono poi state esibite ad una mostra in museo, nel quale hanno anche esposto il mio abito. Se dovessi dare un titolo a questa immagine, la chiamerei sicuramente “Misty in my Wedding Dress”. L’ambasciata degli Stati Uniti in Polonia ha attualmente l’immagine appesa ed è una delle mie preferite perché è molto personale. Per la maggior parte delle nostre immagini sono sia pianificate sia non pianificate. Organizziamo un po’ avendo alcune idee per le sessioni fotografiche, ma lasciamo anche molto spazio alla creatività sul set.

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3. Se doveste mandare una cartolina dal vostro “viaggio creativo” in questo momento, a chi la mandereste? Che messaggio scrivereste?

Ci siamo presi una breve pausa dalla fotografia professionale per riorganizzarci dopo due anni folli. Dopo aver finito il nostro ultimo libro, The Style of Movement, è scoppiato un incendio nella nostra casa e nello studio, e di conseguenza abbiamo dovuto ricostruire lo spazio. Poco dopo aver iniziato a ricostruire, c’è stata la pandemia… I nostri ultimi due anni sono stati dedicati al rinnovamento e alla ricostruzione, sia del nostro spazio fisico sia della nostra visione creativa. Se dovessi scrivere una lettera alla me del futuro, le direi che prendersi del tempo libero va più che bene. Entrambi vogliamo iniziare un altro progetto e abbiamo diverse idee allettanti in mente. In qualità di artisti c’è molta pressione, come se dovessimo sempre creare qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe dire alla me del futuro, che prendersi del tempo libero per ricostruire e raffinare la propria visione, prima di iniziare un nuovo progetto, è una parte cruciale del processo creativo.

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NYC Dance Project è stato fondato dalla coppia Ken Browar e Deborah Ory a New York. Ken era un fotografo di moda, e Deborah invece ha un background nella danza e nella fotografia editoriale. Insieme, hanno creato il progetto per mostrare il meraviglioso mondo della danza e dei danzatori di New York City. La passione di Ken per la danza è iniziata quando viveva a Parigi e fotografava i danzatori del Balletto dell’Opera di Parigi. Deborah è una ballerina da quando aveva 7 anni e ha iniziato la sua carriera fotografica quando si è infortunata come ballerina.

NYC Dance Project è una collaborazione tra Deborah e Ken e fonde le loro esperienze e passioni creative per creare ritratti unici ed eleganti della comunità della danza. Il progetto non è solo una collaborazione tra i fotografi, ma lo è anche con i loro soggetti. Ogni servizio è preparato come se fosse una produzione di danza, con attenzione ad ogni dettaglio – il movimento, l’illuminazione e la sensazione che ogni fotografia evoca.

Ken Browar e Deborah Ory hanno avuto il loro lavoro esposto in tutto il mondo e hanno il loro lavoro rappresentato da diverse gallerie e musei. I loro lavori sono stati presentati in mostre personali alla Lanoue Gallery di Boston, alla Holden Luntz Gallery di Palm Beach e all’Hunter Museum di Chattanooga, Tennessee. Attualmente stanno lavorando a una mostra per il Norton Museum in Louisiana.

Scoprite di più su Instagram @nycdanceproject e sul sito nycdanceproject.com

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