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Caleido intervista Silvia Stella Osella textile designer

Caleido intervista Silvia Stella Osella, textile & surface designer, trend & color consultant. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @silviastella_

Caleido intervista Silvia Stella Osella textile designer
@igortermenon
1. Non posso che iniziare leggendo la sua social-bio, che include l’interessante concetto di “Sustainable fashion advocate”. Seguendola con attenzione, lo associo ad una sorta di “manifesto” che si compone di vari punti come il valore reale delle cose, la durabilità, la selezione, la consapevolezza e la cura. In che modo questi valori si esprimono nel suo lavoro?

Nel 2013 la moda sostenibile in Europa, e soprattutto in Italia, era un tema di cui non si parlava affatto. E questo anche perché i pochi brand presenti all’epoca erano inaccessibili o poco interessanti a livello di design. Questo mi ha fatto decidere di intraprendere un percorso per la creazione di una delle prime startup di abbigliamento sostenibile europee: con il mio background nella moda, volevo provare a scardinare quei preconcetti e ad introdurre sul mercato qualcosa di nuovo, interessante, accessibile e in linea con i miei valori e la mia visione. Anche se la mia esperienza con il progetto si è conclusa da qualche anno, il mio impegno verso la sostenibilità nella moda è rimasto. Collaboro con brand sostenibili indipendenti o con grossi gruppi, con i quali provo quotidianamente a portare avanti un lavoro di sensibilizzazione per una transizione verso un approccio più consapevole al design e alla produzione.

Caleido intervista Silvia Stella Osella textile designer
@silviastella_
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@silviastella_
Caleido intervista Silvia Stella Osella textile designer

@silviastella_

2. Anche il colore è un tema centrale nel suo lavoro. È sempre stato così? Qual è un ricordo d’infanzia legato al colore?

Il colore ha sicuramente sempre fatto parte in maniera importante della mia vita, ma credo sia così per tutti: la differenza sta nel rendersene conto e, in qualche modo, riappropriarsi delle tonalità che ci hanno sempre accompagnato. Sono cresciuta fuori città, vicino ai boschi e alle montagne. Non credo sia un caso, quindi, la mia attrazione per tinte naturali e desaturate a discapito di tonalità intense e accese.

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@silviastella_
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3. Quali sono 5 profili Instagram che, in qualche modo, ispirano il suo lavoro e che dovremmo iniziare a seguire? Perché proprio questi?

@ma_tt_er , Seetal Solanki, ricercatrice al Royal College of Arts, parla di “re-umanizzazione” dei materiali, mappando le innovazioni su scala globale e specifico focus sulla sostenibilità;

@earthrise.studio , per il suo approccio positivo e propositivo, ma allo stesso tempo informativo e ineccepibile, verso le tematiche della sostenibilità;

@lidewijedelkoort , la trend forecaster per eccellenza, il mostro sacro per chi, come me, si occupa di studio e analisi delle tendenze;

@frecklesnur  è sempre fonte di grande ispirazione per me. La creazione di un’identità visiva forte, l’approccio analogico alla fotografia, anche su Instagram, la bellezza in tutte le sue forme;

@design.emergency , il progetto di Paola Antonelli e Alice Rawsthorn che indaga il ruolo del design nel costruire un futuro migliore.

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@silviastella_
4. Lei si definirebbe una creativa solitaria o ama il lavoro in gruppo? Quali sono delle attività, piccole o grandi, che ama fare rigorosamente da sola? In che modo le svolge?

Sebbene io abbia tendenzialmente una personalità solitaria, i molti anni in azienda mi hanno insegnato l’importanza e la bellezza del lavoro in team. In generale, sono grata delle tante persone che incontro grazie al mio lavoro, e della varietà di progetti, team e professionisti con cui ho la possibilità di misurarmi e scambiare idee.

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@silviastella_
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@silviastella_
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@silviastella_

5. La sua vita al di fuori dell’ufficio è fatta di molti viaggi, alcuni dei quali immagino la ispirino. In questo periodo di restrizioni dovute alla pandemia, quali sono delle fonti alternative di ispirazione, che ha scoperto? Ce ne parla?

Sicuramente i viaggi, che prima del Covid-19 occupavano periodi importanti del mio tempo, costituivano una fonte importante e obiettivamente insostituibile d’ispirazione: dalle fiere di settore, al contatto con i clienti, al puro svago e ricerca fine a se stessa. In quanto persona estremamente curiosa, ammetto però di non aver avuto grandi difficoltà a trovare spunti interessanti; le piattaforme di ricerca tendenze che quotidianamente utilizzo per il mio lavoro, in tal senso, sono fonte inesauribile di input e contenuti. Poi magazine, corsi e webinar di aggiornamento…E Instagram stesso, che seguo e curo assiduamente, è ancora per me fonte di connessioni e scoperte interessanti.

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@silviastella_
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@silviastella_
6. È stata docente del corso di Pattern Design allo IED e ha tenuto workshop e lectures in varie istituzioni, è quindi abituata a stare a contatto con le nuove generazioni. Che cosa cercherà dai concorrenti di MM Award?

Cercherò una genuina curiosità, lavori che esplorino il contemporaneo proiettandosi al futuro con freschezza e acume.

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@silviastella_
7. Nella sua solitudine privata, che musica ama ascoltare? È più una persona da vinile o Spotify? Da musica bassa o a tutto volume?

La musica è un altro ambito in cui sono estremamente curiosa, amo spaziare e passare dalla nostra nutrita collezione di vinili, molti comprati in giro per il mondo, a playlist Spotify e molti podcast. I brani che ascolto ultimamente sono “Please be my third eye” di La sera e Whisky story time dei Alabaster DePlume. Inoltre, un podcast interessante che consiglio è Solomodasostenibile” del canale Create Tomorrow by WGSN.

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@silviastella_

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@silviastella_
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@silviastella_
8. Nel suo lavoro vedo un dialogo costante tra design (e dunque produzione seriale) e artigianalità. In che modo questi due mondi convivono sotto il suo tetto?

Sono, per parecchi anni, cresciuta professionalmente in azienda, in mezzo alle macchine da stampa e alle cucine colore di pigmenti per tessuti. La produzione seriale per me è importante soprattutto perché mi riporta al concetto di accessibilità, di progetto da vivere e da inserire nel quotidiano, ma sempre ricordandomi dell’enorme patrimonio artigianale proprio del nostro Paese. Credo in un design inclusivo e non esclusivo, in tutti i campi: il perfetto equilibrio tra artigianalità e serialità, a mio avviso, è proprio questo.

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@silviastella_
9. Qual è un oggetto al quale è particolarmente legata?

Gli oggetti a cui sono particolarmente legata sono foto scattate nei photo booth in giro per il mondo e ventagli tradizionali presi nei vari viaggi.

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