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Caleido intervista Winston Reynolds movement artist e danzatore

Caleido intervista il movement artist e danzatore Winston Reynolds. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @winstonreynoldz

@winstonreynoldz
1. Lei si definisce un “movement artist” e viene considerato oggi come uno dei principali acrobati e performer del physical theatre. Se dovesse spiegare in cosa consiste la sua disciplina, come la descriverebbe? Cosa la affascina maggiormente di questa professione?

In primo luogo, non mi considero uno dei principali acrobati e performer del physical theatre… Sono semplicemente uno dei molti artisti che stanno facendo il loro percorso all’interno di queste forme d’arte. La mia disciplina, se usiamo questa parola, consiste in una continua interazione ed esplorazione nel mondo fisico e cognitivo della pratica. Mi piace imparare da quello che il mondo offre, continuando ad esplorarlo. Questo significa che mi muoverò verso le cose che mi permettono di interagire con il mio ambiente in modi diversi. Così, quando mi cimento in acrobazie, parkour, nuoto, corsa, meditazione o qualsiasi altra forma pratica, in realtà sto attuando un tentativo di comprendere come le cose si presentano, il loro odore, suono e sapore. In questo modo sto costruendo un palato sempre più delicato e una sensibilità verso il movimento, la consapevolezza e il mondo. È quasi come estendere l’esplorazione del mondo: una cosa che, da bambini, si fa in modo del tutto spontaneo.

Filmed by Anna Maria Montonen
2. Si è laureato al Circomedia, una scuola di circo contemporaneo e teatro fisico con sede a Bristol, in Inghilterra. Per poi complete la formazione all’ACAPA (Academy of Circus and Performance Art) a Tilburg nei Paesi Bassi. In che modo il rigore e la disciplina di questi insegnamenti si combinavano con la creatività?

Il rigore e la disciplina all’interno di un’istituzione educativa possono essere un po’ un’arma a doppio taglio. Questo da un lato ha permesso che io mi allenassi più duramente all’interno di un programma e un ambiente coerente, dedicandomi per tutto il tempo necessario ad integrare e costruire le basi del mio linguaggio fisico. Dall’altro lato, mi ha incasellato nel tentativo dell’università di plasmare i suoi studenti a diventare un “certo tipo” di artista. Tutto sommato, sono grato per l’esperienza perché ho trovato la libertà all’interno delle restrizioni di un sistema scolastico. Questo mi ha permesso di resistere agli aspetti dell’educazione proposta, mi ha aiutato a plasmare la mia pratica in qualcosa che è diventato davvero mio, e che ora si sta aprendo per diventare altro.

@winstonreynoldz
@winstonreynoldz
3. Pensando al suo percorso artistico, in che modo è avvenuta l’evoluzione della sua metodologia? Se dovesse annotare su un diario alcuni episodi o vicende chiave, che l’hanno influenzata in tal senso, quali sarebbero? Come le descriverebbe?

Il mio percorso artistico è stato formato da alcune battute d’arresto e di difficoltà. Gli infortuni, per esempio, sono diventati un dono a sorpresa perché mi hanno insegnato a rallentare e a rivalutare il dove stessi andando. Il mio infortunio (o quasi infortunio) ha piantato il seme che è cresciuto permettendomi di avvicinarmi al mondo fisico dell’acrobatica e della danza. Mi ha aiutato ad ammorbidirmi. E questo ammorbidimento si è diffuso nelle mie pratiche di movimento.

@winstonreynoldz
4. Guardando al suo “mondo”, lo immagino come una comunità di sperimentatori. Penso al suo “maestro” Alexander Vantournhout, al suo partner Axel Guérin e ad altri artisti-performer. Quali sono altri artisti, o creativi, che la ispirano? Ce ne suggerisce alcuni da iniziare a seguire?

Sì, sono d’accordo. La comunità in cui mi trovo ora è sicuramente un gruppo di sperimentatori. Alexander Vantounhout è stato più un amico che un maestro. Un’amicizia impegnativa, ma alcune delle migliori lo sono. Mi ha aperto molti mondi ed è parte integrante del mio attuale mestiere artistico. Axel Guérin è stato una parte importante del mio viaggio nella comprensione e nell’esplorazione di ciò che è possibile come danzatore acrobatico e anche se abbiamo preso direzioni diverse, siamo ancora vicini. Altre persone chiave nella mia vita al momento in termini di ispirazione e curiosità sono:

Lewis Cooke (@relaxtoerupt), Kim Amankwaa (@kimamankwaa), Samuel Baxter (@samuel_caleb), Marcelo Palozzo (@palozzo.marcello), e Martin Kilvady.

La lista potrebbe continuare, ma poi sarebbe troppo lunga…

Ph. @robin_we_
@winstonreynoldz
5. Body architecture. In un precedente numero di Caleido, abbiamo riflettuto su questo tema (clicca qui). Qual è il rapporto oggi con il suo corpo suo? E con la fisicità dei corpi altrui? Questo rapporto è sempre stato così o ha subito delle trasformazioni? Qual è il legame tra corpo e mente?

Il mio corpo, o lo stato dell’essere, passa continuamente attraverso un processo di perfezionamento e di costruzione di una consapevolezza più profonda. Per esempio, più ascoltiamo della musica o assaggiamo determinati cibi, più dettagli e sfumature scopriamo. Questo impegno continuo con il corpo e la mente mi permette di vedere più lontano e più vicino, allo stesso tempo. Tutto si trasforma continuamente e il viaggio è ben lontano dall’essere finito.

featuring @kimamankwaa & @cassandrecantillion

6. Danza e social media: in che modo i social media sono diventati parte del suo lavoro?

Di nuovo, ci sono aspetti positivi e negativi, e come tutti gli strumenti dobbiamo imparare a usarli con cura e comprensione, altrimenti possono causare problemi. I social media mi hanno aiutato a interagire con una comunità più ampia di persona, cosa di cui sono felice. Mi hanno anche fatto mettere in discussione la mia autenticità, rispetto a ciò che condivido, e hanno creato per me opportunità di insegnamento, lavoro cinematografico e ispirazioni che forse sarebbero state difficili senza. Dall’altra parte, a volte, mi hanno portato via molto più tempo di quanto avrei voluto e mi hanno messo in uno spazio di ambizione o di confronto che è così comune nel mondo dei social media.

Sono incline a queste dinamiche, come credo accade a tutti. È anche un CV digitale e un diario dove si può seguire una traccia di dove e come la mia pratica si è sviluppata. Tutto sommato, uno strumento da usare con cura.

7. Ha fondato, assieme a Axel Guérin, la sua compagnia: Eknom. Ci parla di questa esperienza? Come è nata e in che cosa si differenzia dalle altre compagnie?

Abbiamo scelto di creare un nome da usare per il nostro lavoro artistico dopo la laurea. In realtà la compagnia non è più molto utilizzata, ma forse rinascerà in un prossimo futuro. Sta aspettando il momento giusto per riemergere.

@winstonreynoldz

8. In che modo logica e arte dialogano? Cosa la affascina di più della logica? Si definirebbe più una persona razionale o irrazionale?

Mi considererei più incline ad una personalità razionale. Ma non è sempre così… Quando accadono determinate cose nella vita, il razionale viene spostato verso l’irrazionale.

@winstonreynoldz
9. Tutti conosciamo la dimensione “pubblica” delle sue performance. In che forma si sviluppa invece il rapporto personale ed intimo con la danza? Ci sono dei momenti nei quali balla solo per sé stesso? Personificando la danza, che tipo di partner è?

Nella mia pratica personale danzo per me stesso, per lo più a casa con gli auricolari: a volte è difficile e a volte è senza sforzo. Come tutto il resto, giusto? Ballo con la mia mente… A volte è tranquilla, mentre altre volte ha molto da dire.

10. Qual è un oggetto nella sua casa a cui non rinuncerebbe mai? Qual è il ricordo legato ad esso? Può mandarci una foto scattata da lei?

Non sono così attaccato agli oggetti, ma forse il piccolo quadro appeso al muro tra il salotto e la cucina che ha fatto mio padre Peter Reynolds (@swaffermusic). Ha sempre ascoltato attentamente i suoi figli e ancora oggi continua ad ascoltare.

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