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Caleido intervista MONOMIO digital design boutique

Caleido intervista Sara Peluso e Martina Caiazzo di MONOMIO, digital design boutique, una piattaforma digitale italiana in ambito design, architettura, arte e moda che propone prodotti eclettici e collezioni in edizione limitata in collaborazione con designer di talento. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

 

Diario di: @monomio__

caleido intervista MONOMIO digital design boutique
Until Creative Lab
1. Quello della curatela è un concetto nato nel mondo dell’arte, ora approdato anche in contesti più ampi. Cosa significa essere dei curatori di un progetto come MONOMIO?

Essere curatori di MONOMIO significa innanzitutto portare avanti quelli che sono i valori del nostro brand ovvero autenticità, craftmanship contemporaneo e attenzione alla sostenibilità, sia come materia che come ode alla lentezza. Vogliamo portare avanti un’idea di design che ha radici multiculturali ma che allo stesso tempo è eco-consapevole.

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@monomio__
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2. Quali sono dei profili su Instagram che ci suggerireste di seguire per immergerci immediatamente nel vostro universo creativo?

Le nostre passioni sono cross disciplinari, spaziano dall’arte al prodotto industriale, dall’architettura alla grafica, dalla moda al beauty. Nominarne solo 3 non è facile, ma in questo caso scegliamo sicuramente @sayhito_ , @_sightunseen_ , @ignant . Amiamo come questi profili curino i propri contenuti in maniera originale e innovativa, dando il giusto spazio a designer e artisti emergenti e ispirando quotidianamente gli appassionati con nuovi spunti.

3. La società contemporanea ha definitivamente messo in discussione il modello consumistico che fino ad oggi ha guidato le tempistiche e le modalità commerciali delle aziende (tanto nella moda quanto nel design). In che modo il canale retail (soprattutto online) può stare al passo con questo cambiamento?

Proponendo prodotti e contenuti che riflettano il carattere, la personalità e lo stile unico dell’azienda, ma anche dei suoi consumatori. In questi anni è risultato sempre più evidente che avere un’individualità unica è quello che fa la differenza rispetto ai competitor. Avere un’idea, un proprio gusto estetico e portarlo avanti, al di là delle mode e dei trend, è il nostro caposaldo, crediamo molto nell’autenticità e nel valore della ricerca. Ci interessa ricercare questi valori di eccellenza e autenticità nella nuova generazione di designer internazionali e vorremmo che la cultura e l’artigianato tornassero al centro delle logiche produttive. Sogno o realtà? Con MONOMIO stiamo provando a riportare al centro il valore intrinseco degli oggetti che è fatto non solo di materia, ma del valore inestimabile dato da coloro che disegnano, progettano e infine producono.

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4. La pura bellezza (talvolta a discapito della funzionalità, della praticità o dell’economicità) è il motivo che ci spinge ad acquistare molti degli oggetti dei quali siamo circondati. Parallelamente, l’ideale di bellezza è fortemente cambiato negli ultimi anni, in quanto fortemente condizionato da concetti come l’inclusività, il politically correct, ecc. Come potremmo definire, oggi, il concetto di bellezza? Qual è il rapporto tra voi e la bellezza?

La bellezza per noi è data soprattutto dalla personalità e dall’unicità del prodotto e del racconto che ne fa il designer. Per i giapponesi questo concetto di bellezza si esprime col termine fusei, uno stato d’animo che porta a ricercare il bello nella transitorietà delle cose, nel riuscire a vedere la bellezza anche nel passare del tempo, nel cuore della cosa stessa. Il fatto che negli anni ci abbiano abituato a fruire di prodotti che costano quanto un caffè al bar (questione che peraltro vale per tantissimi altri settori industriali come quello alimentare o cosmetico), si scontra fortemente con una visione del futuro a lungo termine che sia eticamente accettabile e sostenibile da un punto di vista ambientale. Questi concetti ci hanno quindi portato sempre di più a ricercare la bellezza nel valore delle cose e ad agire di conseguenza con la nostra ricerca e il nostro business.

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5. In che modo il retail online interagisce con la dimensione fisica (eventi, mostre, kermesse)?

Il 2020 ci ha insegnato che sebbene la dimensione fisica sia estremamente importante non è più fondamentale per fruire di contenuti di valore e avvicinare il cliente al tuo prodotto o servizio. Abbiamo assistito ad una implementazione massiva della parte digitale spingendo soprattutto la parte di VR e AR che ha cercato di riempire il gap. La soluzione che per noi potrebbe essere interessante è quella di implementare l’esperienza di fruizione fisica con la creazione di pop up store o l’inserimento dei prodotti in concept store curati e in linea con l’identità del brand.

6. Qual è il tratto (uno per ciascuna) della vostra personalità che credete vi rappresenti maggiormente? Essendo Caleido un diario, qual è l’aneddoto che vi appuntereste per raccontarlo al meglio?

[Sara] La caparbietà e la costanza che mi contraddistingue quando mi appassiono alle cose.

[Martina] L’entusiasmo che metto in quello che faccio e la curiosità che mi spinge a guardare sempre un po’ più in là del mio naso. Per gli aneddoti vi rimandiamo alla prossima puntata! ahah

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7. In MM siamo al contempo consulenti strategici e designer, e dunque viviamo la costante “diatriba” tra confort zone (derivante dalle richieste commerciali) e sperimentazione. Quali sono le caratteristiche che deve avere un prodotto per essere appetibile oggi in una e-boutique come la vostra?

Armonia nella forma e nei colori, materiali autentici, imperfezione e racconto del processo e del progetto. E on top of that, metodi di produzione sostenibili e visione (da parte del progettista) in linea con i nostri valori.

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8. Spesso nei vostri profili social raccontate dei viaggi. Quali sono dei luoghi che hanno particolarmente segnato il vostro percorso di vita?

[Sara] Sicuramente i miei viaggi in Cina (dove ho anche vissuto) e Giappone dove ho imparato ad abbracciare culture e abitudini totalmente diverse dalle nostre. Aprirsi a diversi modi di pensare, agire, vivere il quotidiano è un’esperienza senza prezzo.

[Martina] Ogni viaggio che ho fatto mi ha portato a scoprire culture e approcci diversi dai miei, arricchendo il mio bagaglio culturale e ispirandomi in modo diverso. Sicuramente il contatto con la natura selvaggia e il riavvicinarsi alle cose semplici, che nelle realtà urbane spesso si tende a dimenticare, mi ha sempre riempito la mente di nuovi spunti e ha creato “spazio” per nuove idee e progetti.

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9. Siete nella Giuria di MM Award. In cosa si riconosce un vero talento? Credete che siano cambiate nel corso del tempo le caratteristiche che definiscono un vero talento?

I tempi si sono evoluti e con essi parallelamente anche i talenti. Quello che vorremmo vedere è curiosità, contaminazione e quella che gli inglesi chiamano “quirkiness” ovvero quel pizzico di stravaganza e stranezza che cattura l’attenzione unito a una bella dose di concretezza del fare. Un equilibrio tra questi valori è la ricetta perfetta del talento secondo noi.

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10. Qual è un oggetto della vostra casa al quale non rinuncereste mai? Qual è il ricordo legato ad esso?

[Sara] Avendo cambiato casa ogni anno e mezzo negli ultimi 6 non ho degli oggetti irrinunciabili, ma sicuramente non potrei fare a meno delle foto dei miei amici che tengo sempre con me e dei cimeli dei viaggi fatti.

[Martina] Dovrei rispondere un prodotto di design vero? ahah…e invece vi dico che sono i miei libri. Credo che dicano molto di una persona e sono degli oggetti che porto con me ad ogni trasloco e che, ritrovandoli nei miei spazi, mi fanno sentire a casa.

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