PEOPLE

Caleido intervista Gabriel Roland direttore della Vienna Design Week

Caleido intervista Gabriel Roland, direttore e curatore della Vienna Design Week, che quest’anno si è svolta Vienna dal 24 settembre al 3 ottobre 2021. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

 

Diario di: @roughoutlineofthings

Gabriel Roland, Director of Vienna Design Week - Ph. Katharina Gossow
1. Quando pensa alla creatività e al design, qual è il suo primo ricordo personale?

Questo è davvero interessante perché, per pura coincidenza, ho pensato a questa cosa di recente… Quando penso al mio primo contatto con un oggetto di design penso ai giocattoli. I giocattoli sono qualcosa di molto importante per le persone perché sono i primi oggetti che si posseggono… Penso che approcciare ad un oggetto come se fosse un giocattolo sia per un creativo un esercizio molto stimolante…

Vedo i miei genitori giocare con mia figlia, usando proprio quegli stessi giocattoli che mi appartenevano quando ero piccolo. E che appartenevano a loro stessi prima che a me, e ancor prima ai loro genitori… Sono oggetti che si tramandano nel tempo, di generazione in generazione… proprio come un buon oggetto di design: qualcosa che non va mai buttato, e che nel corso del tempo viene riscoperto o riconsiderato.

Vienna Design Week 2021 - TEAM: Marina Weitgasser, Alexandra Brückner, Laura Winkler, Gabriel Roland (Director), Hanna Facchinelli - Ph. Katharina Gossow
2. Quindi il buon design è qualcosa di necessariamente eterno?

Non solo… non è l’unica caratteristica che deve avere. Credo che un buon oggetto di design debba anche avere la capacità di lasciar spazio alla personalità di chi lo possiede. Sempre facendo un parallelismo con i giocattoli, ciascun bambino usa uno stesso giocattolo in modo completamente diverso: gli dà un nome diverso, ne fa un uso proprio, lo fa interagire in modo originale con altri giocattoli. Queste sono tutte delle considerazioni che credo possano fungere da spunto anche per un designer, un creativo o, come nel mio caso, un curatore. I giocattoli ci insegnano qualcosa, più di quello che pensiamo…

Ph. Kollektiv Fischka/Kramar, Vienna Design Week

3. Qual è la relazione tra tradizione (che talvolta significa anche un vecchio modo di fare le cose) e innovazione?

Specialmente a Vienna, la tradizione è qualcosa di molto importante. In questa città abbiamo un legame talmente solido con la nostra storia, che spesso esso funge da filtro per il presente. Vienna del resto, come tanti altri luoghi del mondo, ha così tante tradizioni, che esse abbracciano la quasi totalità del vivere. A Vienna, per esempio, siamo molto orgogliosi della tradizionale “Vienna rossa” (clicca qui per saperne di più), ovvero del nuovo assetto urbano post-1918: un’operazione urbanistica inclusiva che ha completamente stravolto l’assetto urbano preesistente e che ha sicuramente apportato una innovazione positiva. Conoscere, valorizzare e far propria questa esperienza del passato è sicuramente un passaggio cruciale per costruire un presente e un futuro altrettanto innovativo.

Ma la tradizione – come si può vedere in alcune installazioni parte della VDW –  talvolta è custode anche di vicende problematiche, negative, che sebbene siano difficili da accettare non possono essere ignorate. Ciò che dunque dobbiamo fare è sforzarci di considerare l’intero scenario del passato, per costruire il futuro godendo di una posizione privilegiata.

Ph. Philipp Podesser/Kollektiv Fischka, Vienna Design Week 2021
Design Everday - Ph. Kollektiv Fischka/Stefanie Freynschlag, Vienna Design Week 2021
4. Crede che anche nel mondo del design questo dualismo sia vincente?

Ne sono convinto. Nelle scorse edizioni della VDW abbiamo messo ad uno stesso tavolo (quello che abbiamo chiamato Passionswege) artigiani e designer per creare qualcosa che normalmente non farebbero, qualcosa che andasse al di la delle quotidiane dinamiche di lavoro e di business. La sfida consisteva proprio in questo: dar vita a qualcosa che da soli non si potrebbe mai fare. Senza che un artigiano dicesse ad un designer cosa fare, o viceversa: noi della design week eravamo nel mezzo, nella veste di moderatori, per stimolare la sperimentazione di un nuovo modo di fare, nel pieno rispetto di ciascun ruolo. Credo davvero che questo rapporto sia il cuore del buon design.

Ph. Kollektiv Fischka/Kramar/Philipp Podesser, Vienna Design Week 2021
Ph. Kollektiv Fischka/Kramar/Philipp Podesser, Vienna Design Week 2021
5. Di recente ho letto questa provocazione, che le riporto: abbiamo davvero ancora bisogno delle design week, ora che tutto è accessibile comodamente da casa?

Credo che la questione vada ancora più in profondità. Dobbiamo chiederci: dovremmo essere al lavoro anziché qui a celebrare? Nella crisi del Coronavirus abbiamo scoperto che alcuni processi lavorativi possono funzionare anche senza i grandi eventi, e questa consapevolezza mi porta ad essere ancor più critico nei confronti del nostro lavoro nella VDW: per avere senso deve essere qualcosa di davvero significativo.

“I design festival, o le design week, non sono necessari per fare business. Ma sono un’opportunità unica e imparagonabile per uscire dalle dinamiche quotidiane del business, per sperimentare, per provare cose nuove, per fare nuove connessioni, per darsi la possibilità di esplorare nuovi punti di vista, per capire che a volte basta costruire una scala di dieci gradini (clicca qui per scoprire di più) per raggiungere nuove prospettive. Non sto dicendo che partecipare ad un festival sia l’unico modo per riuscirci, ma sicuramente è un buon modo per farlo”.

Ph. Kollektiv Fischka/Kramar, Vienna Design 2021
6. Da creativo mi trovo spesso a dover affrontare nuove sfide progettuali. E talvolta mi chiedo: abbiamo davvero bisogno di una nuova sedia? Se lo chiede mai anche lei?

Questa domanda mi fa pensare anche ad altri eventi che ci circondano, molto incentrati sul prodotto, come ad esempio la Milan Design Week. Ero a Milano per il Salone ed ho visitato la mostra su Enzo Mari; ho letto un’intervista nella quale lui era molto critico nei confronti del Salone, in quanto diceva che i designer si prendono troppo sul serio, che credevano di custodire la chiave per salvare il mondo… In fondo nessuno di noi ha bisogno di una nuova sedia, ma… la vogliamo comunque.

Vienna Design Week, Focus District Brigittenau - Ph. Bueronardin/Niko Havranek
Vienna Design Week, Focus District Brigittenau - Ph. Bueronardin/Niko Havranek
7. In relazione alla VDW, lei ha sposato l’idea di portare il festival in ogni parte della città, affinché esso possa poi lasciare qualcosa, anche a riflettori spenti. Qual è l’obiettivo ultimo che sente di voler raggiungere con questa design week?

Penso che l’obiettivo principale sia quello di portare tutte le persone che entrano in contatto con il mondo del design ad un nuovo e superiore livello di consapevolezza ed apprezzamento nei confronti degli oggetti che ci circondano. Siano essi oggetti d’uso quotidiano, oppure oggetti speciali. Credo proprio sia questa la chiave: un maggior apprezzamento degli oggetti e del lavoro dei designer.

Vienna Design Week 2021
8. Lei è da poco diventato direttore della VDW, incarnando una nuova generazione di creativi. Come descriverebbe lo scenario nel quale si trova ad operare?

Penso anzitutto che il mondo del design nel quale viviamo sia molto saturo… C’è tutto, vediamo tutto, cos’altro possiamo inventarci? Cosa rimane da fare? Abbiamo l’impressione di avere già scoperto tutto quello che c’era da scoprire… Quante altre sedie riusciremo ancora a disegnare? Il vero campo di gioco è quindi quello della socialità e delle connessioni… tra le persone, tra le persone e gli oggetti, in un sistema interconnesso che sia sostenibile sia in termini di rispetto sociale che ecologico. Dobbiamo concentrarci su qualcosa che funzioni non solo per pochi ma per molti, se non per tutti.

Vienna Design Week 2021
9. L’ultima domanda è relativa alla nazione ospite. Ogni anno avete una nazione ospite e quest’anno avete scelto l’Europa. Crede che stiamo andando verso la costruzione di un’Europa-nazione?

Abbiamo maturato la scelta di concepire l’Europa come la “guest Country” di questa edizione attorno a due domande: cosa fa l’Europa per l’industria creativa? E l’altra: cosa può fare l’industria creativa per contribuire a creare un’identità europea? E penso che queste due domande siano l’inizio della risposta alla sua domanda. Le istituzioni europee si sono già sostituite ad alcune funzioni dei singoli stati, per supportare le industrie creative nella creazione di progetti innovativi. Talvolta c’è una difficoltà di reperimento di tali informazioni, ma uno dei nostri ruoli è proprio questo. D’altra parte, penso che i designer siano in una buona posizione per creare, progettare e dare forma all’identità europea. È un tema aperto, tutt’altro che inquadrato in un brief preciso, che ci farà riflettere ancora per un bel po’…

Dorfplatz EU / studiotut & aufstrich - Ph. Kollektiv Fischka/Stefanie Freynschlag, Vienna Design Week 2021

No products in the cart.