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Caleido intervista Dima Leu fashion designer

Caleido intervista Dima Leu, fashion designer di origini moldave e direttore creativo dell’omonimo brand. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

 

Diario di: @dima__leu

#CaleidoPerspectives
10 tematiche di conversazione, affrontate da prospettive differenti, per esplorare la realtà tramite una visione caleidoscopica
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Ph. @petergiodani
1. Lei è originario della Moldavia. Quali aspetti della sua terra d’origine l’hanno maggiormente plasmata? Immaginando di esporre tutte assieme, in un’unica stanza, le sue collezioni, quali sono gli elementi culturali che emergerebbero con maggior intensità e costanza?

Ho portato con me la semplicità. Ho avuto la fortuna di vivere in un posto dove tutto era chiaro e in un tempo dove accadeva poco o nulla; così è iniziata la mia fame di conoscere e scoprire.

Durante le vacanze invernali, che trascorrevo spesso dai nonni, tutto si copriva di neve. Ricordo lunghe passeggiate tra i paesaggi bianchi innevati e io, per combattere la noia, mi convincevo di fare il regista e di girare dei film attraverso la telecamera dei miei occhi.

Ph. @giuseppebini.ph
Ph. @giacomo_cosua
Ph. @giacomo_cosua
Directed by Miha Kacic
2. Cosa ha significato, all’inizio della sua carriera, essere un fashion designer nel suo Paese? Ci sono degli episodi, degni di essere annotati in un Diario, che ricorda con maggior intensità?

Ho lasciato il mio Paese a 15 anni e ho scoperto la moda a Venezia, all’università. Studiavo i vestiti dei grandi stilisti e a volte li trasfiguravo con i colori della mia infanzia. Ero attratto dalle grandi città della moda, dalla voglia di creare e di sperimentare e dentro sentivo affiorare un piccolo grande mondo. Ora amo tornare nel mio luogo di origine e collaborare con giovani creativi locali condividendo con loro la mia esperienza, qualcosa che mi è mancato molto quando vivevo in Moldavia.

Ph. @lina.burbulea

3. Quali crede siano i cambiamenti più profondi che il settore della moda sta vivendo oggi? In che modo i talenti di nuova generazione stanno contribuendo a queste evoluzioni?

È una domanda che mi coinvolge molto. La pandemia ha toccato tutti e anche la moda, sia dal punto di vista della creatività che del mercato, mettendo in discussione il suo aspetto più effimero. Tutto è improvvisamente invecchiato. Per un giovane è facile perdersi e difficile ritrovarsi.

Ph. @vadimphh
4. Quali crede siano i temi sociali più forti che la società contemporanea sta affrontando? Ci sono delle battaglie che le stanno più a cuore?

I temi sociali più forti che affrontiamo oggi sono crisi, crisi e crisi! Dobbiamo fare i conti con il cambiamento climatico, la fame e la povertà, l’assistenza sanitaria, le armi di distruzione di massa, la privacy, la disinformazione, le dinamiche di internet e la democrazia. Vengo da un piccolo Paese che è sempre stato in crisi e ho imparato che ogni momento di difficoltà è una grande opportunità per un cambiamento positivo. Lo sforzo più grande è cambiare noi stessi e scoprire che le nostre abitudini iniziano dal rispetto di noi stessi prima di tutto.

Ph. @zuonly
Ph. @zuonly
Ph. @giacomo_cosua
5. Uno dei temi maggiormente presenti nella discussione odierna riguarda l’approccio sostenibile della moda. Non solo dato dalla naturalità dei tessuti, ma anche da un approccio che sfocia nei processi produttivi, contenuti etici o sociali. Qual è il suo approccio in questo ambito?

Fin dagli inizi, il brand sceglie un approccio sostenibile nei processi di produzione e nella scelta dei materiali. L’upcycling, il re-made e l’uso esclusivo di tessuti d’archivio sono diventati un segno distintivo del marchio attraverso collaborazioni con produttori tessili italiani. Per la PE22 ho avuto l’opportunità di ideare e produrre un tessuto esclusivo in collaborazione con Marzotto, recuperando filati di vecchie stagioni. Questo esperimento ha dato vita a realizzazioni con alcuni tessuti utilizzati in versione greggia, senza finisaggi, conferendo un aspetto artigianale ai capi. “Sostenibilità” significa anche collaborare con artigiani, scoprire quanta arte e cura ci sia nelle mani di gente semplice che non ha mai avuto l’opportunità nemmeno di vedere una sfilata. Si tratta di resilienza, circolarità, creare qualità che porti pensiero e consapevolezza, trasmettere heritage e valori alle nuove generazioni attraverso un linguaggio contemporaneo.

Ph. @omarmacchiavelli
Ph. @omarmacchiavelli
6. Il suo lavoro è intriso di cross-cultural references, facendo di lei un talento da seguire. Se dovesse individuare 5 referenze (anche al di fuori dalla moda) che la descrivono, da ricercare su Instagram, quali sarebbero?

“Bisogna essere vergognosamente innamorati di sé per scrivere senza vergogna della propria persona”, citando Dostoevskij… Volete conoscere le reference buone o quelle cattive…?

È sempre una sfida descriversi in poche parole quando si ha un mondo interiore in continua scoperta ed evoluzione. Ho studiato i grandi creatori, ho lavorato con veri maestri e vedo anche tante cose che mi piacciono e che forse mi ispirano, ma questo non mi porta a confrontarmi o a dire che sono più creativo di loro.

Ph. @giacomo_cosua
Ph. @giacomo_cosua
Vladislav Tretiak con l'uniforme della cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Innsbruck - 1976
7. Recentemente, un ospite di Caleido ha detto che nel mondo contemporaneo non c’è più bisogno di nuovi “simboli” (che per la moda sono invece sempre stati centrali): ciò che serve è invece che i creativi si concentrino sul trovare soluzioni efficaci per tutelare l’ambiente e la natura. È d’accordo?

L’uno non esclude l’altro. La moda riflette un sentimento comune in un determinato momento storico attraverso simboli a cui corrispondono determinati valori e contenuti e la sostenibilità non può essere l’unico nuovo contenuto nel nostro settore. La salvaguardia dell’ambiente oggi è una prerogativa e la moda deve contribuire a questa educazione, ma il cambiamento vero e proprio dovrebbe partire da noi stessi come esseri umani, riformulando le nostre abitudini e il nostro stile di vita. Siamo arrivati ad una situazione di emergenza, vogliamo salvaguardare il pianeta perché vogliamo salvaguardare noi stessi. Ci dobbiamo dare la possibilità di essere meno egocentrici, iniziando ad amare sinceramente il luogo in cui viviamo e la natura che ci circonda, altrimenti non ci riuscirà.

Ph. @lina.burbulea
Ph. @giacomo_cosua
8. Da creativo di nuova generazione, che definizione darebbe al concetto di lusso?

Il lusso oggi è la conoscenza: avere le competenze per scegliere un tessuto di qualità, una rifinitura accurata, la creatività autentica, il cibo sano, un posto di lavoro adeguato, l’informazione trasparente, un valido rappresentante politico. Poter scegliere tra ciò che è buono e ciò che sembra essere è un vero talento del nostro tempo.

Ph. @zuonly
Ph. @giacomo_cosua
9. Che definizione darebbe al concetto di romanticismo? E di amore?

Come essere umano, provo sentimenti stratificati e talvolta distinguerli è più complesso che scindere un cocktail chimico. L’amore è uno, è un’energia primitiva, un’intenzione in/conscia di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa nella vita di tutti i giorni. Una romanzo, invece, è come raccontiamo l’amore agli altri e soprattutto come lo raccontiamo a noi stessi.

Ph. @omarmacchiavelli
Ph. @omarmacchiavelli
10. Qual è un oggetto della sua casa al quale non rinuncerebbe mai? Qual è il ricordo legato ad esso? Ci manda una foto scattata da lei?

Non ci sono oggetti o ricordi ai quali non rinuncerei mai. Sono tutti di passaggio.

Ph. @giacomo_cosua

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